Come collegare le API di Claude
ai tuoi strumenti

Cos'è l'API di un modello AI, come si ottiene una chiave e come si collega a fogli di calcolo, gestionali o un piccolo script interno. Spiegato senza dare nulla per scontato.

10 minuti di lettura · dati aggiornati a giugno 2026

Far parlare due programmi
senza una persona in mezzo

Un'API (Application Programming Interface) è un modo per far parlare due programmi tra loro senza un essere umano in mezzo. Quando usate Claude dal sito o dall'app, c'è una persona che scrive e legge. Con l'API, è il vostro software a inviare la domanda e a ricevere la risposta: un foglio Excel, un gestionale, uno script che gira di notte.

L'idea da tenere a mente: l'API non è uno strumento diverso, è la stessa "intelligenza" senza l'interfaccia di chat. Voi mandate del testo (un messaggio, un documento, dei dati), il modello risponde con del testo. Tutto il resto — automazioni, integrazioni — si costruisce attorno a questo scambio.

A consumo,
per "token"

A differenza di un abbonamento mensile, l'API si paga a consumo. L'unità di misura è il token: un pezzetto di testo, in media circa 0,75 parole in inglese (in italiano un po' di più, perché le parole sono più lunghe). Si pagano separatamente i token in ingresso (quello che mandate: prompt, documenti, contesto) e quelli in uscita (la risposta del modello). I prezzi si esprimono per milione di token (MTok).

A giugno 2026 la gamma è composta da tre modelli, dal più economico al più potente. I prezzi base per milione di token sono:

Modello Profilo Input Output
Claude Haiku 4.5 Veloce ed economico, per alti volumi $1 / MTok $5 / MTok
Claude Sonnet 4.6 Equilibrato, buono per la maggior parte dei lavori $3 / MTok $15 / MTok
Claude Opus 4.8 Il più capace, per i compiti più difficili $5 / MTok $25 / MTok

Per capire l'ordine di grandezza: riassumere un documento di poche pagine e ricevere una risposta breve consuma tipicamente qualche migliaio di token. Con Haiku, parliamo di frazioni di centesimo a richiesta. È per questo che, nelle PMI, il costo dei modelli è quasi sempre la voce minore rispetto al tempo delle persone.

Consiglio: partite da Haiku 4.5 per provare e per i volumi alti, passate a Sonnet 4.6 quando la qualità non basta, tenete Opus 4.8 per i casi davvero complessi. Si cambia modello cambiando una riga.

Ottenere
una chiave API

La chiave API è una stringa segreta che identifica il vostro account e fa addebitare i consumi a voi. Si ottiene così:

  • Andate sulla console per sviluppatori: platform.claude.com e create un account (i nuovi account ricevono un piccolo credito gratuito per provare, senza carta di credito).
  • Nelle impostazioni cercate la sezione API Keys e generate una nuova chiave.
  • Copiatela e conservatela subito: viene mostrata una volta sola. Se la perdete, ne generate un'altra.
  • Per usarla davvero in produzione, aggiungete un metodo di pagamento e, importante, impostate un limite di spesa mensile nella console. È la rete di sicurezza contro errori che fanno girare richieste a vuoto.

La chiave è una password. Trattatela come tale.

Non scrivetela mai dentro il codice che finisce su un repository, non incollatela nelle email, non mettetela in un foglio condiviso. Va salvata in una variabile d'ambiente o in un gestore di segreti. Chi ha la vostra chiave può spendere i vostri soldi.

La prima
chiamata

Tutto passa da un solo "indirizzo": l'endpoint dei messaggi, a cui si invia una richiesta con la chiave, la versione, il modello scelto e il messaggio. Ecco la versione più essenziale possibile, con curl (lo strumento da riga di comando che c'è quasi ovunque):

curl https://api.anthropic.com/v1/messages \
  -H "x-api-key: LA_TUA_CHIAVE" \
  -H "anthropic-version: 2023-06-01" \
  -H "content-type: application/json" \
  -d '{
    "model": "claude-haiku-4-5",
    "max_tokens": 300,
    "messages": [
      {"role": "user", "content": "Riassumi in tre punti questo testo: ..."}
    ]
  }'

I pezzi da capire sono pochi: model sceglie quale modello usare; max_tokens mette un tetto alla lunghezza della risposta (e quindi alla spesa); messages è la conversazione, dove role: "user" è quello che dite voi. La risposta che torna contiene il testo del modello e un riepilogo dei token consumati.

Lo stesso, da uno script (esempio in C#)

In un contesto .NET — un gestionale, un servizio interno — la chiamata è una normale richiesta HTTP:

using var http = new HttpClient();
http.DefaultRequestHeaders.Add("x-api-key",
    Environment.GetEnvironmentVariable("ANTHROPIC_API_KEY"));
http.DefaultRequestHeaders.Add("anthropic-version", "2023-06-01");

var payload = new {
    model = "claude-sonnet-4-6",
    max_tokens = 500,
    messages = new[] {
        new { role = "user", content = "Estrai data e importo da questo testo: ..." }
    }
};

var resp = await http.PostAsJsonAsync(
    "https://api.anthropic.com/v1/messages", payload);
var json = await resp.Content.ReadAsStringAsync();

Lo stesso schema vale in Python, JavaScript o qualsiasi linguaggio: esistono anche librerie ufficiali (SDK) che evitano di scrivere la richiesta a mano, ma il concetto sotto è sempre questo.

Collegarla
ai vostri strumenti

A un foglio di calcolo

Il caso più immediato per chi non programma. In Google Sheets potete scrivere un piccolo script (Apps Script) che, per ogni riga, manda il contenuto di una cella all'API e scrive la risposta nella cella accanto: utile per classificare, tradurre o riassumere centinaia di righe. In Excel si fa la stessa cosa con una macro o con Office Scripts. È il modo più rapido per portare valore senza un progetto IT.

A un gestionale

Se il gestionale espone già delle API o permette webhook e automazioni, l'integrazione è un servizio intermedio: il gestionale manda l'evento (es. "nuovo ordine", "nuovo documento"), un piccolo script chiama l'API di Claude, e il risultato torna nel gestionale o in una notifica. Non serve toccare il gestionale dall'interno: si lavora ai bordi, dove i dati entrano ed escono.

Senza scrivere codice

Piattaforme di automazione come Make o Zapier hanno blocchi pronti per chiamare i modelli AI: si collega la casella email o il foglio in ingresso, il blocco AI nel mezzo, e la destinazione in uscita, trascinando elementi invece di scrivere codice. È un ottimo modo per validare un'idea prima di farla sviluppare per bene.

Tre cose
che fanno risparmiare

  • Batch (lavori in differita). Se non vi serve la risposta all'istante, l'elaborazione a lotti costa la metà sia in ingresso sia in uscita. Perfetta per elaborare archivi di documenti durante la notte.
  • Prompt caching. Se ripetete sempre lo stesso contesto lungo (le stesse istruzioni, lo stesso manuale), potete "metterlo in cache": le riletture successive costano circa un decimo. Conviene quando lo stesso testo lungo torna in molte richieste.
  • Scegliere il modello giusto. Non tutto merita il modello più potente. Spesso Haiku fa benissimo l'80% del lavoro a un quinto del costo di Opus.

Come
evitarli

  • Niente limite di spesa. Impostatelo subito nella console: un ciclo andato in loop senza tetto è l'unico modo per ricevere una brutta sorpresa.
  • Chiave nel codice. Usate sempre una variabile d'ambiente, mai testo in chiaro nel sorgente.
  • Mandare più dati del necessario. Ogni token in ingresso si paga. Mandate il documento che serve, non l'intero archivio.
  • Aspettarsi risposte identiche ogni volta. Il modello può variare la formulazione. Se vi serve un formato rigido (es. JSON), chiedetelo esplicitamente nel prompt e validate l'output.

In sintesi

Una chiave dalla console, una richiesta HTTP all'endpoint dei messaggi, un modello scelto in base a costo e qualità. Da lì, collegate l'API dove i dati già passano — un foglio, un gestionale, uno script — e tenete sempre un tetto di spesa. I prezzi e i nomi dei modelli cambiano: per i valori del momento, la fonte di verità è la pagina prezzi ufficiale su claude.com/pricing e la documentazione su docs.claude.com.

Domande
frequenti

Posso provare l'API di Claude senza pagare?

Sì. I nuovi account su platform.claude.com ricevono un piccolo credito gratuito per fare le prime prove, senza inserire una carta di credito. Sufficiente per validare un caso d'uso su qualche centinaio di richieste con i modelli economici.

Che differenza c'è tra usare l'API e usare claude.ai dall'app?

L'intelligenza sottostante è la stessa, cambia l'interfaccia. Sull'app c'è una chat con una persona che scrive e legge. Con l'API è il vostro software a inviare la domanda e ricevere la risposta — utile per integrare il modello in fogli di calcolo, gestionali o script automatici.

Cosa succede se supero il limite di spesa che ho impostato?

Le richieste vengono semplicemente bloccate fino al mese successivo o finché non alzate il tetto. È esattamente la rete di sicurezza che vi serve contro errori che fanno girare richieste a vuoto. Impostatelo subito, prima ancora di scrivere la prima riga di codice.

Posso usare l'API con dati riservati dei miei clienti?

Sì, ma con accortezze: usate i piani business/API (non i piani consumer gratuiti), firmate il DPA con Anthropic prima di trattare dati personali, valutate l'opzione di erogazione tramite cloud "vostro" (AWS Bedrock, Google Vertex) con residenza UE per i dati più sensibili. Vedere anche la guida su privacy e sicurezza.

I prezzi e i nomi dei modelli cambiano spesso?

I prezzi tendono a scendere nel tempo (più capacità per lo stesso costo), e nuovi modelli escono ogni pochi mesi. La fonte di verità per i valori del momento è la pagina prezzi ufficiale su claude.com/pricing. Costruite il vostro codice in modo da poter cambiare il modello con una riga.

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